Ci sono certe notti in cui Morfeo non chiama.
Con il libro in mano cerchi il conforto necessario a chiudere gli occhi, nella speranza che la stanchezza sopraggiunga. Ma le palbepre non si chiudono. E se lo fanno è solo quel gesto automatico compiuto volontariamente, e non quello leggero e senza preavviso che permette il sonno.
Ci sono notti in cui ti ritrovi a parlare con te stesso.
Lunghi monologhi che si stagliano nel cielo nero illuminato da quella luna calante, un po' triste e malinconica.
Situazioni, persone, sentimenti che tenti di descrivere attraverso le parole.
Se ci riesci, perchè sono tutti elementi che la maggior parte delle volte non sono descrivibili,
con la parole.
Ti domandi se tu sia nel giusto.
Se la strada che percorri sia quella adatta.
Se gli amici accanto siano quelli più veri.
Ma soprattutto se tu sia in grado di essere sempre te stesso, nel bene e nel male.
Guardo fuori dalla portafinestra.
La Luna ricambia lo sguardo, non perchè io abbia qualcosa di particolare da farle vedere, o da dirle, ma semplicemente perchè lassù, in una notte senza stelle, non che abbia molto altro da fare.
Sono passati due mesi.
Uno dei due viaggi, quello attraverso la metropoli nipponica, si è concluso.
L'altro, tutt'ora in atto, non dà tregua alla mia persona.
In una di quelle notti in cui Morfeo non chiama, questo è chiaro, e illuminato da quella Luna calante che si gode il cielo in solitaria.
Passeggio tra pensieri e ricordi,
tra i volti degli amici che sono stati e quelli che sono;
fantastichi su quelli che saranno.
Penso a quello che ero,
che sono.
Immagino quello che sarò.
In uno scambio di mail si trova molto altro oltre le semplice parole e ai milioni di bit necessari per renderle segni comprensibili.
Si trovano sentimenti, emozioni, persone, ricordi, speranze, volontà,
paure.
Diari virtuali,
per nulla personali,
dove qualche anima si perde,
nella speranza di trovare se stessa.
C'è chi scrivere per trovare nuova forza.
O semplicemente per mettere a nudo se stesso, nella speranza che in quel vorticoso movimento di sentimenti che lo muove qualcosa di chiaro ne esca fuori.
E così pensi a quel libro che stai leggendo.
Forse un po' cinico, ma colmo di spunti per riflessioni personali.
Così vicino ad alcuni tuoi pensieri.
''Stare qui e cercare di rimetter in sesto la sua vita è solo un'enorme perdita di tempo. La gente non vuole rimettere in sesto la propria vita. Nessuno vuole che i suoi problemi vengano risolti. I suoi drammi. Le sue distrazioni. Le sue storie risolte. I suoi casini ripuliti. Perché, che cosa mai le rimarebbe? Solamente il grande spaventoso inconoscibile."
(Survivor, C. Palahniuk)
" Capisci che è la nostra sfiducia nel futuro che ci rende difficile il distacco dal passato. Non riusciamo ad abbandonare il concetto di quello che eravamo. Tutti quegli adulti che giocano a fare gli archeologi, cercando manufatti dell'infanzia, giochi da tavolo, il Paese dei Balocchi, il Twister, sono tutti terrorizzati. I rifiuti diventano reliquie. Gli Hula hoop. La Casa degli Orrori. La ragione per cui ogni volta che buttiamo via qualcosa ci assale la nostalgia è che abbiamo paura di evolvere. Di crescere, cambiare, perdere peso, reinventare noi stessi.
Di adattarci."
(Survivor, C. Palahniuk)
(Survivor, C. Palahniuk)
" Capisci che è la nostra sfiducia nel futuro che ci rende difficile il distacco dal passato. Non riusciamo ad abbandonare il concetto di quello che eravamo. Tutti quegli adulti che giocano a fare gli archeologi, cercando manufatti dell'infanzia, giochi da tavolo, il Paese dei Balocchi, il Twister, sono tutti terrorizzati. I rifiuti diventano reliquie. Gli Hula hoop. La Casa degli Orrori. La ragione per cui ogni volta che buttiamo via qualcosa ci assale la nostalgia è che abbiamo paura di evolvere. Di crescere, cambiare, perdere peso, reinventare noi stessi.
Di adattarci."
(Survivor, C. Palahniuk)
E' così?
Continuiamo a crogiolarci nei nostri problemi perchè uscirne sarebbe lasciare indietro qualcosa che conosciamo, nonostante questa conoscenza non faccia altro che ferirci?
Percorriamo sempre le solite strade?
Preferiamo il dolore che conosciamo, alla gioia che non conosciamo?
O forse sono solo quei pensieri, velati nel buio della notte, che escono in momenti di malinconia.
Im momenti come questo,
dove non ti è chiaro dove tu voglia arrivare.
Buonanotte.

Continuiamo a crogiolarci nei nostri problemi perchè uscirne sarebbe lasciare indietro qualcosa che conosciamo, nonostante questa conoscenza non faccia altro che ferirci?
Percorriamo sempre le solite strade?
Preferiamo il dolore che conosciamo, alla gioia che non conosciamo?
O forse sono solo quei pensieri, velati nel buio della notte, che escono in momenti di malinconia.
Im momenti come questo,
dove non ti è chiaro dove tu voglia arrivare.
Buonanotte.
Preferiamo il dolore che conosciamo, alla gioia che non conosciamo?
RispondiEliminachissà...forse è così...
mi piace pensare che questo viaggio che stiamo facendo alla scoperta di noi stessi ci porterà a qualcosa di + alto..mi piace pensare che siamo destinati a raggiungere mete importanti...
e sono le notti così che ti fanno sentire vivo..
un abbraccio...
Ale :*