venerdì 18 giugno 2010

Un nuovo inizio...




Fai partire la musica.



"Il viaggio perfetto è circolare. La gioia della partenza, la gioia del ritorno"
(D. Basili)

Mancano 5 ore.
Dovrei già essere a letto a riposare visto che alle 4 mi devo svegliare (qui sono le 23).
Ma so che starei nel letto a girarmi, a pensare, a girarmi, a pensare...

Sembra ieri la notte in cui il primo post di questo blog è venuto alla luce.
Sono passati tre mesi.

Ho attraversato questa città
a piedi,
in metro,
da solo,
in compagnia.

L'ho vista sottoterra,
e dall'alto.

Esploravo lei,
ma in realtà scoprivo me.

Adesso sta piovendo.
La stagione delle piogge è arrivata.
Durante la giornata si arriva tranquillamente ai 38 gradi,
aggiungi una buona quantità di umidità,
ti manca il respiro e l'unica cosa che vorresti fare è passare la giornata in metropolitana,
a godere del refrigerio dell'aria condizionata.
Però,
alla sera,
se piove,
l'aria diviene più fresca,
e ti godi la sensazione di freschezza.

Questa città sta piangendo.
Tiene compagnia ai miei pensieri tristi.

Ma da domani tutto ciò non sarà più parte della mia routine,
della mia vita.
Torno a casa.
Il mio viaggio è arrivato alla fine.

Se guardo indietro,
ripenso a tutto ciò che ho vissuto,
a tutte le persone che hanno incrociato il mio sentiero,
e a quelle che lo hanno abbandonato.

Adesso, qui,
un misto tra la gioia e la tristezza,
Tokyo come scenario della mia avventura.

Mi mancherà questa città
le persone,
le lezioni,
la famiglia,
le serate,
i mille ombrelli trasparenti che danzano sotto la pioggia...

Mi mancherai Tokyo.

Vorrei che tutto questo non finisse,
ma manca ancora qualche tassello,
e per capire chi sono devo tornare,
vedere se realmente qualcosa è cambiato,
se realmente io sono diventanto io,
e se sia la realtà che vivo a determinare la mia persona,
o se posso essere io a vivere ogni realtà come voglio.

E' necessario tornare a casa.
Scusami Tokyo...

Non piangere,
Ti lascio il mio cuore,
Verrò a riprenderlo...

Buonanotte per l'ultima volta Tokyo,
sappi che io ti ho amata.


sabato 12 giugno 2010

Da zero a uno...



"A volte penso che questo sia il nostro vero errore: credere di avere tutto il tempo che vogliamo. Che il tempo in realtà non esista."
(Il tè nel deserto, B. Bertolucci)

Credo che questa frase sia così vera.E a pochi giorni dalla fine di questo viaggio è una verità che ho colto anche nel mio piccolo.

Siamo sempre restii a fare le cose nel momento in cui andrebbero fatte: scrivere una lettera, mandare un sms che potrebbe cambiare le cose, l'iscrizione in palestra, chiedere a qualcuno di uscire...
Ci convinciamo sempre dicendo a noi stessi: "Ma tanto c'è tempo. E forse adesso non è il momento giusto.".
E nel momento in cui lo pensi l'attimo perfetto è già svanito...
Il tempo è volato.
E io sono qui a guardare una valigia senza alcuna voglia di farla.
In questi tre mesi le cose sono cambiate.
Io in un qualche modo sono cambiato.
Anche se non credo che le persone cambino.
Credo piuttosto che ognuno di noi attraverso le esperienze che vive si riscopre.

"Le persone non fanno viaggi, sono i viaggi che fanno le persone."
(J. Steinbeck)
Ma lo ammetto: è stato molto piacevole riscoprirsi da questo lato del mondo.

"Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà"
(G. Maupassant)
Ed è uscendo dalla mia realtà,
i soliti specchi che mi circondavano
sono finiti in piccole schegge perse qua e là in questa città,
che ho capito meglio me stesso.

Ogni notte che salivo sul cubo,
occhi che mi fissavano,
chi si avvicinava,
email che vengono scambiate,
e io che attiravo l'attenzione.

Sì lo ammetto,
essere il centro dell'attenzione è qualcosa che può far piacere.

Ma poi la serata finisce,
torni a casa,
ti arriva qualche messaggio ( e molto probabilmente non ti ricorderi a chi appartiene quell'email),
e ti stendi sul letto.

Sorridi.

Al mattino ti svegli,
magari rotolando giù dal letto,
pensi a quello che è stata la serata precedente.
E sai perfettamente che questo tipo di attenzioni ti piacciono,
ma non sono le attenzioni che cerchi.
Sai perfettamente che preferisci il messaggio del buongiorno o della buonanotte,
quello dei tuoi amici,
non importa siano essi vicini o lontani,
se li vedi spesso o raramente.
Sai perfettamente che se un tuo amico ti scrive, tu sei al settimo cielo.

E per il resto della giornata saltelli con un sorriso stampato sul volto.

Mi rendo conto che noi tutti partiamo da uno stato neutro.
Mi spiego.
Credo che tutti siano degli zero.
Poi però conosciamo persone,
sviluppiamo relazioni,
e per qualcuno smettiamo di essere zero.
Passi ad essere uno,
perchè come te,
per quelle persone che ti vogliono bene,
non c'è nessuno,
sei diverso da chiunque altro.

Ciò che tu dai loro,
non glielo dà nessuno.
E ovviamente per te vale lo stesso discorso.

E se per qualcuno può sembrare scontato,
o banale,
per me è stato qualcosa di importante da scoprire.

Tre giorni...
Il tempo è passato,
E' il suo mestiere.