Quello che mantiene viva in me la speranza,
è l'agente atmosferico che preferisco,
alla sera,
mentre leggo o studio,
mentre i pensieri si rincorrono nella mia mente,
prima di addormentarmi.
Sono a Tokyo,
ore 21.42.
L'amore.
Nulla mi fa sperare nell'amore più della pioggia.
Sei in casa,
avvolto tra le coperte,
con una persona,
quella che ami,
un caminetto brucia la legna,
il fuoco,
tra voi.
Fuori piove.
Una carezza,
un bacio,
e voi due.
Nessuna melodia è più adatta del...
...suo suono.
mercoledì 19 maggio 2010
domenica 9 maggio 2010
Risposte. Domande.
Canzone: Le Onde, L. Einaudi
" ' Stavo piangendo proprio per questo,' disse Veronika. 'Quando ho preso le pastiglie, volevo uccidere qualcuno che detestavo. Non sapevo che, dentro di me, esistevano altre Veronike che avrei potuto amare.' "
(Veronika decide di morire, Paulo Coelho)
Entro con la notte.
Esco con la luce del sole.
Il tempo corre,
troppo veloce per capire se lo si sta impiegando nelle giuste cose.
E mentre passeggio per questa metropoli,
mentre osservo i fiori nel parco che attraverso,
mentre mi muovo tra i quadri e le sculture di un museo,
e mentre mangio scosso dal terremoto,
penso.
Il primo mese è volato,
ormai ricordo lontano.
Qui dove sento solo presente,
dove i fatti del passato bussano alla mia porta,
di nuovo a mani vuote,
di nuovo senza risposte...
'Ma mi sono mai fatto delle domande?'
'Come posso avere risposte se non pongo domande?'
Ho sempre avuto un piano,
delle decisioni.
Ma non mi sono mai posto delle domande.
Sì, dall'altra parte del mondo ci pensi.
Perchè quando tornerai,
con l'università che volgerà presto al termine,
non avrai così tanto tempo
per imboccare una nuova strada.
E così te lo domandi:
"Ma io, dopo, cosa voglio fare?"
E sei qui,
da solo,
e ti chiedi quali cose ti piacciono,
quali non ti piacciono,
dove andare,
dove non andare...
Vuoto.
Non lo so.
Non mi conosco.
In un altro momento,
sarei già stata sua vittima.
Il panico.
E invece comprendo che il problema è semplice.
Ho sempre cercato risposte,
senza pormi le giuste domande.
Ed è impresa ardua, quasi impossibile,
avere delle risposte senza delle domande.
E questo viaggio,
cominciato tra le lacrime,
sta evolvendo,
scoperta dopo scoperta.
Forse non mi conoscevo prima di partire,
e sinceramente sono molto lontanto dal sapere chi sono,
cosa voglio,
dove voglio andare...
Ma forse tutto ciò ha una soluzione.
Domande.
(Veronika decide di morire, Paulo Coelho)
Entro con la notte.
Esco con la luce del sole.
Il tempo corre,
troppo veloce per capire se lo si sta impiegando nelle giuste cose.
E mentre passeggio per questa metropoli,
mentre osservo i fiori nel parco che attraverso,
mentre mi muovo tra i quadri e le sculture di un museo,
e mentre mangio scosso dal terremoto,
penso.
Il primo mese è volato,
ormai ricordo lontano.
Qui dove sento solo presente,
dove i fatti del passato bussano alla mia porta,
di nuovo a mani vuote,
di nuovo senza risposte...
'Ma mi sono mai fatto delle domande?'
'Come posso avere risposte se non pongo domande?'
Ho sempre avuto un piano,
delle decisioni.
Ma non mi sono mai posto delle domande.
Sì, dall'altra parte del mondo ci pensi.
Perchè quando tornerai,
con l'università che volgerà presto al termine,
non avrai così tanto tempo
per imboccare una nuova strada.
E così te lo domandi:
"Ma io, dopo, cosa voglio fare?"
E sei qui,
da solo,
e ti chiedi quali cose ti piacciono,
quali non ti piacciono,
dove andare,
dove non andare...
Vuoto.
Non lo so.
Non mi conosco.
In un altro momento,
sarei già stata sua vittima.
Il panico.
E invece comprendo che il problema è semplice.
Ho sempre cercato risposte,
senza pormi le giuste domande.
Ed è impresa ardua, quasi impossibile,
avere delle risposte senza delle domande.
E questo viaggio,
cominciato tra le lacrime,
sta evolvendo,
scoperta dopo scoperta.
Forse non mi conoscevo prima di partire,
e sinceramente sono molto lontanto dal sapere chi sono,
cosa voglio,
dove voglio andare...
Ma forse tutto ciò ha una soluzione.
Domande.
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