Canzone: Cogli la prima mela, A. Branduardi
"Dove c'è molta luce, l'ombra è più nera."
(Götz von Berlichingen, Atto I, Johann Wolfgang von Goethe)
(Götz von Berlichingen, Atto I, Johann Wolfgang von Goethe)
Il tempo scorre, oggi lento, il ritmo dato dalla pioggia.
Riflettevo.
Pensavo.
Elaboravo.
Attività che faccio da qualche giorno,
attività che faccio da sempre.
Poi arriva il sabato notte,
mi domando: "Sarà mai possibile, per una volta, spegnere il pensiero? Dimenticare le emozioni? Insomma essere corpi vuotati dai pensieri e dalle emozioni? O è qualcosa che non mi appartiene?"
E sopraggiunge il Buio,
il mio Buio.
E mi scopro.
Non sono mai vuoto.
In me vivono luci ed ombre,
chiari e scuri,
speranze e paure.
E finora ciò che è emerso è solo luce, che flebile, illuminava qualche paura,
qualche ombra.
Eppure sono sempre stato io,
ho sempre saputo che vi erano conflitti in me,
come in ogni essere umano che si pone il quesito di cosa sia giusto e di cosa sia sbagliato.
Ma qui,
cade in frantumi,
specchio dopo specchio,
la mia realtà ,
pezzo dopo pezzo,
viene a mancare.
E così capisco:
ho sempre e solo nutrito la mia luce, con tutte le mie azioni, con tutte le mie speranze, con tutto me stesso...
ma qui quella luce, sabato, è esplosa:
troppa per essere racchiusa...
e il Buio
ha avuto la meglio!
Ed è stato strano,
lontano,
non mio.
E non ero Io,
o meglio non era l'Io che sono abituato a conoscere,
era l'altra faccia della medaglia,
quella che avevo paura di far emergere.
E ne traggo che mi sono sempre preccupato troppo delle conseguenze, chiedendomi cosa fosse la cosa giusta da fare.
E così mi sono sempre impedito di fare troppi errori,
lasciando passare il momento invece di viverlo.
Sciocco!
Eppure penso che molti di noi si costringano a noiose routine, ma porti sicuri in cui rifugiarsi, riducendo al minimo la possibilità di imprevisti.
Forse non ho imparato nulla e continuerà ad essere così:
ma nessuno ha un libretto di istruzioni,
e forse non c'è nulla da imparare.
(Lo Zahir, P. Coelho)
Riflettevo.
Pensavo.
Elaboravo.
Attività che faccio da qualche giorno,
attività che faccio da sempre.
Poi arriva il sabato notte,
mi domando: "Sarà mai possibile, per una volta, spegnere il pensiero? Dimenticare le emozioni? Insomma essere corpi vuotati dai pensieri e dalle emozioni? O è qualcosa che non mi appartiene?"
E sopraggiunge il Buio,
il mio Buio.
E mi scopro.
Non sono mai vuoto.
In me vivono luci ed ombre,
chiari e scuri,
speranze e paure.
E finora ciò che è emerso è solo luce, che flebile, illuminava qualche paura,
qualche ombra.
Eppure sono sempre stato io,
ho sempre saputo che vi erano conflitti in me,
come in ogni essere umano che si pone il quesito di cosa sia giusto e di cosa sia sbagliato.
Ma qui,
cade in frantumi,
specchio dopo specchio,
la mia realtà ,
pezzo dopo pezzo,
viene a mancare.
E così capisco:
ho sempre e solo nutrito la mia luce, con tutte le mie azioni, con tutte le mie speranze, con tutto me stesso...
ma qui quella luce, sabato, è esplosa:
troppa per essere racchiusa...
e il Buio
ha avuto la meglio!
Ed è stato strano,
lontano,
non mio.
E non ero Io,
o meglio non era l'Io che sono abituato a conoscere,
era l'altra faccia della medaglia,
quella che avevo paura di far emergere.
E ne traggo che mi sono sempre preccupato troppo delle conseguenze, chiedendomi cosa fosse la cosa giusta da fare.
E così mi sono sempre impedito di fare troppi errori,
lasciando passare il momento invece di viverlo.
Sciocco!
Eppure penso che molti di noi si costringano a noiose routine, ma porti sicuri in cui rifugiarsi, riducendo al minimo la possibilità di imprevisti.
Forse non ho imparato nulla e continuerà ad essere così:
ma nessuno ha un libretto di istruzioni,
e forse non c'è nulla da imparare.
- "Perchè gli uomini sono tristi? "Domanda Esther.
- "È semplice" risponde il vecchio.
"Vivono imprigionati nella loro storia personale. Tutti sono convinti che l'obbiettivo dell'esistenza sia quello di portare a compimento un piano. Nessuno si domanda se quel progetto sia il proprio, o se sia stato pensato da altri.
(Lo Zahir, P. Coelho)
E ora che scopro realmente la mia dualità,
curerò quel lato che per tanto è stato celato.
Qui,
curerò quel lato che per tanto è stato celato.
Qui,
da solo,
non sapendo che strada imboccare...
non sapendo che strada imboccare...
"Would you tell me, please, which way I ought to go from here?"
"That depends a good deal on where you want to fet to," said the Cat.
"I don't much care where-" said Alice.
"Then it doesn't matter which way you go," said the Cat.
(Alice's Adventures in Wonderland, L. Carroll)
"That depends a good deal on where you want to fet to," said the Cat.
"I don't much care where-" said Alice.
"Then it doesn't matter which way you go," said the Cat.
(Alice's Adventures in Wonderland, L. Carroll)
...ma a quanto pare non è così rilevante,
dove andare.
dove andare.
Twenty years from now you will be more disappointed by the things that you didn’t do than by the ones you did do. So throw off the bowlines. Sail away from the safe harbor. Catch the trade winds in your sails. Explore. Dream. Discover.
RispondiElimina(Mark Twain)